27 Giugno 2019

Pills of Art Menarini: la Primavera di Botticelli

Menarini Pills of art botticelli

È uno di quei dipinti che tutti conoscono e che fa parte del nostro immaginario collettivo.

Il suo straordinario fascino, che incanta ogni giorno visitatori provenienti da tutto il mondo, non è solo legato alla sua bellezza ma all’aura di mistero che circonda l’opera, il cui significato più profondo non è ancora stato completamente svelato.

Stiamo parlando della Primavera di Sandro Botticelli, nuovo argomento delle nostre Pills of Art Menarini. Ritorniamo agli Uffizi e andiamo alla scoperta di questa celebre opera.

Pills of art: Sandro Botticelli

Conosciuto con il nome convenzionale di “Primavera”, questo capolavoro rinascimentale, grande 2,03 x 3,14 m e dipinto a tempera su tavola, fu eseguito da Sandro Botticelli, tra il 1478 e il 1482 circa.

Se non stupisce la precisione dell’artista nel raffigurare sul manto erboso ben 138 tipi di piante, scelte tra quelle che fioriscono nelle campagne fiorentine tra marzo e maggio, ciò che invece per la critica rappresenta un vero e proprio mistero, durato secoli, sono i 9 personaggi mitologici, inseriti nel bosco di aranci e alloro.

I 9 personaggi di Sandro Botticelli

Guarda il nostro video:

Partendo da destra troviamo Zefiro, personificazione del vento che soffia da ponente, che abbraccia e feconda il secondo personaggio, la ninfa Clori. Poco dopo Clori è raffigurata nelle sembianze di Flora, dea della fioritura.

Al centro della composizione, leggermente arretrati, troviamo la dea dell’amore Venere, castamente vestita e incinta, e Cupido, il dio dell’amore, raffigurato bendato mentre scocca il dardo. A sinistra danzano in cerchio le tre Grazie, divinità minori legate al culto della natura e della vegetazione; e infine chiude la composizione Mercurio, il messaggero degli dei con indosso elmo e calzari alati, che col caduceo allontana le nuvole.

Pur rimanendo misterioso e complesso il significato della composizione, l’opera celebra l’amore, la pace, la prosperità.

La Primavera di Botticelli: il significato

Secondo la critica più tradizionale, il dipinto dovrebbe essere “letto” da destra verso sinistra. I personaggi così rappresenterebbero le verità morali poste all’interno del giardino delle Esperidi, dove crescono i pomi d’oro dell’immortalità.

Il critico d’arte Aby Warburg fu il primo, nel 1893, a creare una correlazione tra il tema del dipinto e le teorie della cerchia dei filosofi neoplatonici frequentati da Botticelli. In base a tale teoria, la Primavera sarebbe la rappresentazione di Venere dopo la nascita (raffigurata nell’altro celebre dipinto), durante l’arrivo nel suo regno.

Negli anni Cinquanta, Ernst Gombrich e Erwin Panofsky portano avanti un’altra tesi in cui l’amore rappresentato da Botticelli, nei suoi diversi gradi, “arriva a staccare l’uomo dal mondo terreno per volgerlo a quello spirituale”. Ed è per questo che il gruppo di personaggi sulla destra sono la parte più interessante del dipinto.

Zefiro e Clori rappresenterebbero infatti la forza dell’amore sensuale e irrazionale, che però è fonte di vita (Flora) e, tramite la mediazione di Venere ed Eros, si trasforma in qualcosa di più perfetto (le Grazie), per poi spiccare il volo verso le sfere celesti guidato da Mercurio.

Pills of Art Menarini: la Primavera di Botticelli ultima modifica: 2019-06-27T14:24:54+02:00 da admin

2 Commenti

  1. Avatar commentodi gioia michele

    Il capolavoro per eccellenza, è un dovere ammirarlo dal vivo.
    La natura sensuale espressa in modo semplice e naturale che rapisce il pensiero.

    Replica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Letta la avvertenza di rischio e l'informativa acconsento al trattamento dei dati personali comuni e sensibili, per consentire la pubblicazione e gestione del mio post sul blog

al trattamento per pubblicare il commento all’articolo

(*) Consenso necessario: in mancanza non potremo dar seguito alla Sua richiesta.