9 Luglio 2020

Menarini Pills of Art: La Flagellazione di Cristo di Caravaggio

Siamo a Napoli, nel bellissimo Museo di Capodimonte, dove lo storico dell’arte Claudio Sagliocco ci guida alla scoperta di un capolavoro di Caravaggio eseguito durante il suo esilio napoletano: La Flagellazione di Cristo.

Condannato a morte per l’omicidio di Ranuccio Tommasoni, avvenuto a Roma nel maggio 1606, Caravaggio trova rifugio a Napoli presso la famiglia Carafa Colonna.

La radiografia del dipinto presenta diversi ripensamenti, tanto da far ipotizzare una sua realizzazione nei due diversi soggiorni napoletani (1606-07; 1609).

La Flagellazione di Cristo di Caravaggio

L’asse portante dell’opera è il corpo di Cristo, illuminato da un’intensa luce proveniente dall’alto.
La figura sacra è in netto contrasto con gli aguzzini, resi ancora più spaventosi dalle espressioni grottesche e dall’oscurità dello sfondo che li avvolge.

Il volto di Cristo è completamente abbandonato. La sua testa, rivolta verso la spalla sinistra, potrebbe quasi scivolare a terra con tutto il corpo se non fosse sorretta con violenza da un aguzzino.

Anche il resto della corporatura è inerme, obbligata però a sorreggersi dal torturatore di destra, che spinge con il piede sul ginocchio di Gesù. In primo piano si scorge il terzo carceriere, che ha però il volto completamente oscurato, dettaglio che rende la scena ancora più tetra.
Così, quasi privo di sensi, Gesù accetta con estremo dolore il suo destino.

I movimenti sinuosi, sospesi e morbidi di Cristo sono in opposizione con i gesti violenti e rigidi dei suoi torturatori, accentuando ancora di più il contrasto e che domina la scena, oltre che dal punto di vista simbolico del bene e del male, anche dal punto di vista formale, culminando con la scelta del chiaroscuro. Questa tecnica conferisce un tono teatrale alla scena: la luce bianca su Cristo, per quanto ne evidenzi la sofferente condizione, presagisce la sua futura redenzione.

Questa particolare scena non si riferisce propriamente all’iconografia religiosa classica, ma s’ipotizza un rimando a La Flagellazione di Sebastiano del Piombo, che probabilmente Caravaggio aveva visto nella chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.

Questo modo di dipingere del tutto fuori dalle convenzioni dell’epoca e lontano dallo stile più eccentrico del tardo manierismo, ma invece legato alla concretezza della realtà, dei corpi e alla spontaneità delle emozioni, lascerà un segno indelebile nella storia della pittura, rendendo Caravaggio immortale.

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Menarini Pills of Art: La Flagellazione di Cristo di Caravaggio ultima modifica: 2020-07-09T15:17:45+02:00 da Giordano Dolfi

2 Commenti

  1. Avatar commentoMassimo Viola

    Bellissima lettura, semplice e densa di notizie
    Il breve filmato esalta l’emozione suscitata dal Capolavoro

    Replica

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