19 Settembre 2019

Molecular sniper: la medicina di precisione spiegata da un “ricercatore da prima pagina”

Menarini Ricerche

Si sente sempre più spesso parlare di “medicina di precisione” e a questa terminologia si associano anche importanti aspettative legate alla possibilità di sviluppare nuove strategie terapeutiche per il trattamento di patologie con un notevole impatto socio-sanitario.

Al di là della popolarità dell’espressione, cosa significa davvero poter disporre di una terapia mirata? Lo abbiamo chiesto al dr. Giuseppe Merlino, del Dipartimento di Experimental and Translational Oncology di Menarini Ricerche, che proprio in questi giorni ha visto il suo ultimo lavoro, MEN1309/OBT076, a First-In-Class Antibody–Drug Conjugate Targeting CD205 in Solid Tumors,  pubblicato sulla prestigiosa rivista Molecular Cancer Therapeutics, con il privilegio di avere un’immagine del lavoro selezionata come copertina del numero di questo mese.

Inoltre, l’articolo è stato uno dei 4 selezionati dall’editore per essere annoverati nella sezione “Molecular Cancer Therapeutics Highlights”.

Menarini Ricerche: la medicina di precisione

Menarini Ricerche

1. Prima di entrare nei dettagli, raccontaci un po’ del tuo lavoro: che formazione hai e di cosa ti occupi?

La mia formazione è cominciata a Milano, con la laurea e la specializzazione in Biotecnologie del Farmaco; subito dopo ho intrapreso l’esperienza in laboratorio presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove ho mosso i miei primi passi nell’ambito della ricerca oncologica. Ormai da 4 anni lavoro come ricercatore in Menarini, nel dipartimento Experimental and Translational Oncology di Pomezia, dove ci occupiamo di condurre degli esperimenti che ci permettono di comprendere ed esaminare i meccanismi d’azione dei farmaci oggetto di studio.

2. Il tuo ultimo lavoro è in copertina sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics, un riconoscimento importante che sottolinea la rilevanza dei dati pubblicati per l’intera comunità scientifica. Potresti darci una descrizione semplificata dei risultati?

menarini ricercheIn questo lavoro abbiamo dimostrato per la prima volta, a livello preclinico, la potenza dell’attività antitumorale dell’anticorpo monoclonale MEN1309, in modelli in vitro e in vivo di cancro della mammella triplo negativo, tumore del pancreas e della vescica. Questi dati preclinici confermano la promettente attività di MEN1309, supportandone quindi lo sviluppo clinico di fase I nell’uomo, che è attualmente in corso nel trial SHUTTLE.

3. In termini di strategia terapeutica, qual è il vantaggio di poter disporre di un target preciso da colpire? E nel nostro caso, chi è il “cecchino” e chi il “bersaglio”?

Il vantaggio sta sicuramente nel poter agire in modo mirato sulle cellule tumorali, per massimizzare l’efficacia del farmaco e migliorarne il profilo di tollerabilità. MEN1309 è un anticorpo monoclonale in grado di riconoscere e legare una specifica molecola bersaglio, chiamata antigene. Nel nostro caso, l’antigene in questione è il CD205, un recettore espresso dalle cellule tumorali, in particolare nel cancro della mammella triplo negativo, nel tumore del pancreas e della vescica. Il nostro “cecchino”, chiamato a volte anche “magic bullet” per via della molecola citotossica ad esso legata, è proprio MEN1309, che funziona un po’ come un drone con un carico di bombe: una volta riconosciuto il bersaglio sulle cellule tumorali, il CD205 appunto, si lega ad esso e rilascia la molecola citotossica che determina la morte della cellula tumorale.

4. Grazie per il tempo che ci hai dedicato e per averci spiegato in maniera molto semplice il risultato di anni di studio e di ricerca. C’è qualcosa che vuoi aggiungere prima di salutarci?

A dire il vero una cosa c’è e ci tengo molto a dirla perché credo sia veramente importante e degna di nota. Menarini, come azienda farmaceutica, è tra le poche nel panorama italiano che dà spazio ai giovani ricercatori, offrendo loro la possibilità di prendere parte a prestigiosi progetti di ricerca che negli anni avranno delle ricadute importanti a beneficio della salute dei pazienti. Nonostante gli elevati rischi legati a questa attività, Menarini continua ad investire nella Ricerca & Sviluppo di nuovi farmaci per patologie gravi come i tumori e, cosa  altrettanto importante, continua a farlo anche in Italia. Avere alle spalle un’azienda che crede fortemente nel valore della ricerca e nelle capacità di noi giovani ricercatori è per me motivo di grande orgoglio.

menarini ricerche

Dipartimento di Preclinical and Translational Sciences, Menarini Ricerche – Pomezia. Nella foto è presente anche il Prof. Joaquin Arribas dell’Istituto di Oncologia Val D’Hebron di Barcellona.

Menarini Ricerche: l’attività antitumorale MEN1309

Per concludere, abbiamo chiesto alla Dott.ssa Monica Binaschi, direttore del dipartimento di Preclinical and Translational Sciences, che significato abbia per la ricerca di Menarini un riconoscimento del genere:

È sicuramente un riconoscimento importante che ha per noi una duplice valenza. In primo luogo, i risultati pubblicati sono il frutto di anni di lavoro che ci hanno permesso di studiare e caratterizzare meglio l’attività antitumorale MEN1309 per poter proseguire e supportare lo sviluppo clinico del prodotto. Come dipartimento di Preclinical and Translational Sciences infatti, il nostro obiettivo è proprio quello di supportare lo sviluppo delle molecole presenti nella pipeline di Menarini sia da un punto di vista funzionale, studiando quindi le vie di segnalazione nelle quali sono coinvolte e la loro efficacia come farmaci antitumorali, sia a livello traslazionale, andando a identificare le possibili popolazioni di pazienti che potrebbero beneficiare dell’azione dei nostri farmaci. Ogni risultato raggiunto è frutto dell’impegno di tutti i ricercatori che lavorano del dipartimento e della rete di collaborazione tra Menarini Ricerche e i centri di eccellenza nella ricerca oncologica. In questo caso, un ringraziamento particolare va al prof. Joaquin Arribas e al suo team dell’Istituto di Oncologia Val D’Hebron di Barcellona (VHIO) che ha collaborato attivamente a questo progetto.

In secondo luogo, ma ugualmente importante, la pubblicazione di un lavoro su riviste prestigiose e con elevato impact factor, come “Molecular Cancer Therapeutics”, riflette in qualche modo la rilevanza dei risultati raggiunti per l’intera comunità scientifica e consolida il ruolo di Menarini come partner di alto profilo per le aziende che lavorano nel campo dell’oncologia: un riconoscimento questo che ci permette di attrarre future opportunità di collaborazione per l’acquisizione e lo sviluppo di nuove molecole che si aggiungeranno a quelle attualmente presenti nella nostra pipeline.

Informazioni su MEN1309/OBT076

MEN1309/OBT076 è un ADC costituito da un anticorpo completamente umano anti-CD205, legato alla tossina DM4. MEN1309/OBT076 è in sviluppo per alcuni tumori esprimenti il CD205.

MEN1309/OBT076 è attualmente in fase di sviluppo con uno studio clinico multicentrico di fase I nei maggiori centri oncologici europei in Italia, Spagna, Belgio e Regno Unito (NCT03403725), per valutare l’attività dell’anticorpo nel trattamento dei tumori solidi metastatici, tra cui il tumore gastrico, il cancro della mammella triplo negativo (TNBC), il tumore della vescica e quello del pancreas, così come il linfoma di tipo Non-Hodgkin. Questo studio clinico segue l’approccio dell’oncologia di precisione, componente chiave della strategia Menarini, reclutando solo pazienti positivi per l’espressione del target terapeutico CD205. Uno studio clinico di fase I sta cominciando negli Stati Uniti d’America in centri accademici di grande esperienza, sotto la sponsorship di OBT.

Molecular sniper: la medicina di precisione spiegata da un “ricercatore da prima pagina” ultima modifica: 2019-09-19T16:09:53+02:00 da admin

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