3 Novembre 2020

Cellule “spia” nel sangue per combattere il Coronavirus: Fondazione Menarini organizza un congresso online insieme alla comunità scientifica

La Fondazione Internazionale Menarini in prima linea nel promuovere la cultura della prevenzione e l’educazione scientifica su Covid-19.

Un semplice test del sangue potrebbe identificare precocemente quali siano i pazienti più a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19.

Questo è l’obiettivo di uno studio sperimentale in corso all’ospedale Sacco-Università Statale di Milano e all’ Istituto Europeo di Oncologia (IEO) del capoluogo lombardo. L’ endotelio, il tessuto, che riveste i nostri vasi sanguigni, è un bersaglio del coronavirus;  il danno endoteliale che ne deriva induce un rilascio di cellule endoteliali nel circolo sanguigno. Più grave è il danno più cellule endoteliali si trovano nel sangue. La misura di queste quindi può essere un importante strumento per valutare la gravità e l’evoluzione del COVID-19.

I risultati preliminari dello studio ottenuti sui primi 17 pazienti sono stati comunicati durante il congresso online «Real-Time Monitoring of Endothelial damage during Covid-19. Why is it needed?», organizzato dalla Fondazione Internazionale Menarini.

I dati suggeriscono che l’identificazione e la conta delle cellule endoteliali circolanti (CEC) durante l’infezione del virus Sars-CoV-2  con metodi standardizzati e riproducibili, potrebbe costituire un prezioso parametro di valutazione della gravità e l’evoluzione della malattia. Un incremento significativo del numero di CECs potrebbe precedere la progressione clinica e quindi guidare la scelta di strategie terapeutiche più efficaci, in grado di ridurre l’insorgenza di complicanze severe e/o addirittura fatali quali quelle vascolare e trombotiche.

Come afferma Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive all’ospedale Sacco e co-presidente del convegno digitale, la COVID-19 non può essere definita solo come una patologia polmonare e “le complicanze vascolari e trombotiche sono una delle cause più importanti della mortalità da COVID, fino a ora difficilmente prevedibili”.

Sempre secondo Galli, poter misurare il danno endoteliale è un atto strategico nella sfida del trattamento della COVID-19 in stadio avanzato perché, se non trattato, è uno dei più importanti ostacoli per ottenere una remissione della malattia.

Tuttavia il valore predittivo di gravità della malattia deve essere ancora pienamente chiarito e confermato. Agostino Riva, infettivologo del Sacco e coordinatore dello studio, afferma che “la possibilità di misurare le cellule endoteliali circolanti grazie a un semplice test del sangue si candida a diventare un bio-marcatore per la scelta delle terapie più appropriate e per ridurne le complicanze fatali”. Tuttavia sottolinea che “il suo valore predittivo di gravità della malattia deve essere ancora pienamente chiarito e confermato”. Il passaggio successivo – spiega Riva – sarà “studiare queste ipotesi, misurando queste cellule in tutte le fasi della malattia e durante la guarigione per capire come si correlano alla sua gravità e al successo della terapia in studi clinici più estesi”.

Con l’organizzazione di questo congresso, la Fondazione Internazionale Menarini conferma ancora una volta il grande impegno nel voler garantire strumenti autorevoli per l’aggiornamento e la formazione online a tutti i professionisti sanitari del mondo. Dopo la creazione della Coronavirus Library, biblioteca virtuale gratuita con pubblicazioni autorevoli sempre aggiornate sul nuovo Coronavirus – e supervisionata dal Nobel Louis J. Ignarro – prosegue il cammino della Fondazione Menarini nel promuovere la cultura della prevenzione e l’educazione scientifica sul nuovo Sars-CoV-2 causa della Pandemia di Covid-19 in Italia e nel mondo.

 

Cellule “spia” nel sangue per combattere il Coronavirus: Fondazione Menarini organizza un congresso online insieme alla comunità scientifica ultima modifica: 2020-11-03T11:53:04+01:00 da Giordano Dolfi

1 Commento

  1. Avatar commentoCaterina

    Molto interessante.Riuscire a curare pazienti Covid positivi sintomatici ai primi esordi della malattia attraverso dei biomarcatori, che ci indicherebbero in base al numero delle cellule endoteliali circolanti il valore predditivo di gravita’ della malattia Covid in tempo di pandemia, è sicuramente una grande conquista.Mi congratulo con la fondazione internazionale Menarini e con il prof Massimo Galli , responsabile malattie infettive dell’ospedale Sacco e con tutti coloro che si impegnano nella ricerca affinché la malattia infettiva da Sars-cov 2 rimanga solo un vecchio e brutto ricordo.Si avvererà? chissà!!!!

    Replica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Letta la avvertenza di rischio e l'informativa acconsento al trattamento dei dati personali comuni e sensibili, per consentire la pubblicazione e gestione del mio post sul blog

al trattamento per pubblicare il commento all’articolo

(*) Consenso necessario: in mancanza non potremo dar seguito alla Sua richiesta.