30 ottobre 2017

BPCO: 9 malati su 10 nascondono la loro reale condizione di salute

BPCO

Il rapporto tra paziente e medico si basa sulla comunicazione, ma se questa viene meno, a causa dell’incapacità di descrivere i sintomi e di conseguenza di comprenderli, ciò che si verifica è un pericoloso gap comunicativo, che potrebbe avere delle conseguenze dirette sulla salute del paziente.

Lo studio, realizzato con il supporto di Menarini e presentato al congresso della European Respiratory Society (Ers) 2017, a Milano, ha dimostrato che, in 9 casi su 10, il paziente con Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) non comunica al medico quella che è la sua reale condizione e che il bias percettivo aumenta con l’ingravescenza della malattia, rendendo più che mai necessario un cambiamento di rotta.

Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO): cos’è?

La broncopneumopatia cronica ostruttiva è una malattia polmonare cronica caratterizzata da un’ostruzione progressiva delle vie aeree che rende difficoltosa la respirazione. Il più importante fattore di rischio della BPCO è il fumo di sigaretta, ma anche l’esposizione professionale a sostanze irritanti e l’inquinamento ambientale sono state riconosciute tra le cause della malattia. La BPCO si manifesta con tosse e catarro cronici e con una progressiva mancanza di respiro, prima da sforzo e in seguito, nelle fasi più avanzate, anche a riposo comportando forti limitazioni a svolgere le normali attività quotidiane.

È considerata la quarta causa di morte in Europa e negli Stati Uniti d’America e secondo le stime dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) colpisce 210 milioni di persone al mondo e causa la morte di circa 3 milioni ogni anno, soprattutto tra gli anziani e i fumatori.

Eppure la BPCO è spesso sottodiagnosticata, e tra i motivi vi è la questione che 9 pazienti su 10 mentono sulla loro reale condizione di salute.

Ricerca su BPCO: 9 pazienti su 10 mentono sulla loro reale condizione di salute

Pubblicata sull’International Journal of Copd, la ricerca è stata condotta in Italia, Spagna e Germania su circa 1000 persone: 1/3 medici, 1/3 specialisti in pneumologia e 1/3 pazienti, con età media di 55-64 anni (di cui il 41% donne).

Attraverso la somministrazione di questionari “a specchio”, posti a medici di famiglia, pazienti con Bpco e pneumologi, è stato analizzato la percezione della patologia rispetto i diversi punti di vista. I questionari includevano al loro interno un mix di domande chiuse, a risposta multipla pre-codificata e domande relative ai domini attitudinali e comportamentali.

Dai dati elaborati dalla QuintilesIMS, grande società di consulenza per l’Healthcare, emerge che solo l’11% dei pazienti si dichiara “abbastanza franco” nel rapporto con i medici, ben l’89% “generalmente non franco”, mentre nessuno (lo 0%) dichiara di essere “totalmente franco”. Si mente sulla questione del fumo: ad esempio, si sostiene di aver smesso ma si fuma ancora; oppure sugli esercizi prescritti per mantenere attiva la muscolatura respiratoria che invece non vengono svolti o, più semplicemente, non si comunica il disagio che si affronta nella vita quotidiana.

Una realtà questa che, però, viene sottostimata dagli stessi professionisti, infatti come dimostra la survey risulta che: il 42% dei medici di medicina generale ritiene che i pazienti siano abbastanza franchi, il 53% ritiene che generalmente non lo siano e il 5% che siano totalmente franchi; e tra gli pneumologi la percentuale è rispettivamente del 49%, del 50% e dell’1%.

Menarini e il suo supporto non condizionata alla ricerca

«Il gap comunicativo ha delle conseguenze dirette sulla salute del paziente – spiega Bartolomeo Celli, professore di medicina presso la Harvard Medical School di Boston e autore principale dello studio – se non c’è una comunicazione aperta tra le due figure, non ci si può davvero capire e non si possono attuare tutte quelle “contromisure” necessarie per un maggior controllo della patologia. Su questo aspetto è importante lavorare per promuovere un dialogo aperto, al fine di migliorare le cure e permettere sia al paziente di affrontare meglio la sua quotidiana battaglia con la BPCO, sia alle figure sanitarie di fare il massimo per comprendere ed aiutare i pazienti.»

«Dopo una lunga e positiva esperienza italiana in ambito respiratorio, Menarini è diventata in poco tempo una solida realtà internazionale nella lotta alla Bpco – commenta Lorenzo Melani, Direttore Medico Corporate del Gruppo Menarini –. Con questo progetto, Menarini vuole offrire un valore aggiunto al rapporto tra medico e paziente, nell’ottica di aiutare entrambi ad avere una comunicazione onesta e di qualità, così come profondamente insito nella nostra filosofia aziendale.»

Del team di ricerca hanno fatto parte anche Francesco Blasi dell’Università Statale Ca’ Granda di Milano, Mina Gaga, Presidente Ees, Dave Singh dell’Università di Manchester, Claus Vogelmeier della Philipps-Universität di Marburg e Alvar Agustí dell’Università di Barcellona.

Scopri la differenza tra asma bronchiale e BPCO

BPCO: 9 malati su 10 nascondono la loro reale condizione di salute ultima modifica: 2017-10-30T10:34:39+00:00 da admin

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