31 luglio 2017

Menarini: storia di una ricercatrice italiana non in fuga

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Questa è la storia di Anna, una delle nostre ricercatrici del Gruppo Menarini, precisamente di Menarini Silicon Biosystems, leader nell’analisi e selezione delle cellule rare nei liquidi biologici per individuare terapie personalizzate.

All’interno della sua carriera lavorativa, due anni e mezzo fa, ha accettato la nostra proposta di trasferirsi a Singapore per seguire da vicino un progetto sulla diagnosi prenatale non invasiva legato alla piattaforma DEPArray. Dopo questa esperienza, ritornerà in Italia carica di passione e con un ricco background internazionale!

A Singapore con il DEPArray di Menarini Silicon Biosystems

Laureata a Ferrara in biotecnologie farmaceutiche, Anna è stata assunta subito dopo la laurea da Silicon Biosystem acquisita da Menarini nel 2013. E dopo 4 anni è iniziata la sua avventura dall’altra parte del mondo con il DEPArray.

DEPArray è uno strumento di Menarini Silicon Biosystems capace di individuare e isolare cellule fetali nel sangue materno ed anche cellule tumorali circolanti per studiare eventuali cure personalizzate.

«Dopo 4 anni, mi è stato chiesto se volevo trasferirmi a Singapore per seguire un progetto che prevedeva l’applicazione di questa tecnologia alla diagnosi prenatale non invasiva.

Ho accettato, anche perché come donna mi stava a cuore il tema», spiega con la grinta di chi sa che se va tutto bene, la temuta amniocentesi potrà essere sostituita da un semplice prelievo del sangue.

La tecnologia DEPArray: l’Amniocentesi potrebbe andare in pensione!

Grazie alla tecnologia DEPArray è possibile isolare e analizzare le cellule singolarmente – mantenendole vive e capaci di riprodursi – e di conseguenza individuare quasi 85 malattie genetiche. Il DEPArray è il primo al mondo in grado di fare questa operazione.

A partire già dalla decima settimana di gravidanza, attraverso l’analisi del DNA fetale, circolante nel sangue materno, si potrà controllare se sono presenti alcune tra le anomalie cromosomiche più diffuse.

Richiede solo un semplice prelievo di circa 20 ml di sangue materno e ha una altissima “attendibilità”; ma soprattutto grazie a questo test sempre meno donne dovrebbero sottoporsi a esami invasivi come amniocentesi e villocentesi.

Menarini: La storia di una ricercatrice italiana non in fuga

Per adesso nella vita di Anna ci sono intere giornate (che si concludono a sera tardi) a processare i campioni di sangue di donne in gravidanza per isolare le cellule fetali.

«Ci credo molto, altrimenti non avrei speso tre anni della mia vita qua, però sono anche cauta, perché per ora è ancora ricerca e il passaggio tra ricerca e diagnosi non è sempre così immediato e facile».

A novembre ritornerà in Italia, dopo quasi tre anni di ricerca, di campioni e di amici, in una realtà ricca per il melting pot di culture diverse che coesistono lungo gli stessi km. Un bagaglio e una formazione che il Gruppo Menarini spera di poter dare a molti dei suoi giovani dipendenti.

«Voglio portare in Italia le conoscenze acquisite, continuando la mia ricerca. Fortunatamente ho un’azienda che investe su di me e mi consente di farlo. Altrimenti non sarebbe stato possibile.»

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Menarini: storia di una ricercatrice italiana non in fuga ultima modifica: 2017-07-31T14:00:30+00:00 da admin

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